1. Angiografia arteriosa con CO2:
questa tecnica di recente perfezionata è utile per la diagnosi arteriografica nei pazienti affetti da insufficienza renale grave ed arteriopatia obliterante iliaco-femorale o altra patologia vascolare al di sotto del diaframma.
La CO2 come supporto diagnostico delle procedure interventistiche renali, iliache e per l’impianto di endoprotesi aortiche addominali riduce di almeno il 50% la necessità di somministrazione di mezzi di contrasto organo-iodati con indubbio vantaggio per la funzione renale.
2. Aneurismi dell’aorta addominale:
Stabilizzazione delle sacche aneurismatiche post-EVAR
La comparsa di endoleaks nel post-intervento di endoprotesi è fattore penalizzante la metodica non solo per la necessità di re-interventi ma per la obbligatorietà oggi, di controlli (angio TAC, angio RM, EKO) da ripetersi nel tempo. Cosa questa che comporta un danno biologico potenziale (TAC) e un impatto psicologico negativo sui pazienti. La contemporanea applicazione di colla di fibrina e coils metallici in corso di endoprotesi riesce a “compattare” la coccia aneurismatica abbattendo la comparsa di endoleaks e quindi riducendo drasticamente la necessità e frequenza dei controlli successivi.
3. Interventi ibridi per il trattamento degli aneurismi dell’aorta toraco-addominale
La patologia aneurismatica dell’aorta toracica può essere trattata con successo con endoprotesi nelle localizzazioni distali all’origine della a. succlavia sinistra. Per le forme che colpiscono l’arco e coinvolgono i vasi sopraortici, una alternativa terapeutica più agevole e con più basso rischio, specie nei soggetti portatori di varie comorbidità e negli anziani-anziani ( > 75aa ) è quella di un intervento ibrido in due tempi: 1° stereotomia mediana, de-branching totale dei vasi sopraortici con innesto di condotto protesico dell’Ao ascendente ed un “wrapping” in gore-tex dell’arco aortico; il tutto seguito a 2-4 settimane dall’impianto di un graft aortico che può escludere la patologia fino al tripode celiaco.
4. Terapia con cellule staminali nelle arteriopatie vascolari periferiche in IV stadio di Fontaine
Questa patologia, appannaggio del paziente diabetico, porta a lesioni trofiche degli arti inferiori e del piede con necrosi ed ulcere che in una sensibile percentuale di casi esita in amputazione parcellare o totale.
La iniezione di cellule staminali autologhe si è dimostrata efficace nel migliorare la tolleranza dell’ischemia distrettuale con benefici risvolti per la guarigione/miglioramento delle lesioni trofiche.
5. Virtual histology nel trattamento della patologia carotidea
La recente acquisizione di strumenti diagnostici adeguati (Volcano) e di sonde dedicate, hanno reso possibile la documentazione in vivo della composizione di placca carotidea, quindi tipizzazione della stessa (vulnerabile, stabile, estesa, etc) che dà importanti informazioni per la indicazione al trattamento e per la scelta della migliore strategia interventistica.
6. Double layer stent
Questo nuovo stent, attualmente in fase sperimentale, consiste di un doppio strato di fili metallici intrecciati che una volta aperti all’interno di un vaso, per un complesso gioco di idrodinamica provocano la trombosi esterna qualora sia presente un aneurisma ma al contempo lasciano perfuse le branche arteriose efferenti. Questo modello si presta molto bene per il trattamento della patologia aneurismatica dell’a. iliaca volendo preservare la a. ipogastrica quando questa è pervia e coinvolta nell’aneurisma. Altre indicazioni sono gli aneurismi della a. renale, epatica e delle aa. Poplitee.
7. Sostituzione valvolare aortica percutanea
La sostituzione valvolare aortica nell’anziano con importante comorbidità può comportare un notevole rischio per la chirurgia aperta tradizionale. Alcuni di questi pazienti sono per questo dichiarati inoperabili ( Euroscore > 20).
Per questi è stata sviluppata una endoprotesi impiantabile per via percutanea (Corevalve) o trans-apicale (Edwards), quest’ultima necessita di approccio trans-toracico (mini-toracotomia). E’ necessario un dettagliato studio Ekografico ed arteriografico (accessi vascolari) per accettare la indicazione a questa procedura che rimane pur sempre sperimentale.
Dal prossimo mese di Settembre 07 in conseguenza dei lavori di ristrutturazione della Casa di Cura Madonnina e per la durata di tre mesi circa verranno spostate alla Casa di Cura Città di Milano, via Lamarmora 10 – Milano le mie visite, sempre il martedì pomeriggio.
Per prenotazioni Segreteria San Donato 02-52774388-523.